Il 2025 del calcio italiano: dalla rinascita della CCI ai trionfi internazionali

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Il 2025 del calcio italiano: dalla rinascita della CCI ai trionfi internazionali

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Dall’assemblea costitutiva di marzo al trionfo nella Nations League, fino alla finale mondiale in Brasile e alla Confederation Cup di dicembre: il 2025 è stato un anno straordinario per la Confederazione Calcistica Italiana (CCI) guidata dal presidente Andrea Montemurro. In meno di dodici mesi, questa realtà sportiva tornata a vivere dopo oltre cento anni, ha saputo unire sotto un’unica bandiera tutte le anime del calcio dai settori giovanili fino agli over coinvolgendo oltre 62.000 atleti e riportando in campo grandi campioni del passato e dando nuova linfa a una serie di varianti del calcio tradizionale tra le quali quelle del calcio a 7 e calcio a 8.

Tutto è cominciato il 15 marzo 2025 con l’assemblea costitutiva all’Holiday Inn di Parco dei Medici a Roma. In quell’occasione, la Confederazione ha tracciato le linee guida di un progetto ambizioso e indipendente: creare una grande casa comune per tutte le discipline calcistiche, tradizionali e innovative. Da allora, i numeri parlano da soli: oltre 62.000 atleti tesserati in pochi mesi, centinaia di società affiliate e un calendario di eventi in continua crescita.

«La nostra missione è promuovere il calcio in tutte le sue forme, valorizzando ogni disciplina e ogni atleta», ha dichiarato il presidente Andrea Montemurro. «Vogliamo unire, non dividere: il calcio è un linguaggio universale che appartiene a tutti. Vogliamo ridare spazio ai valori tradizionali del calcio e dello sport in generale, dare spazio al lato agonistico ma anche a quello di inclusione e socializzazione troppo spesso dimenticati”.

Il primo grande banco di prova è arrivato a giugno con la Nations League di Calcio a 8, ospitata a Roma e trasmessa in diretta televisiva sul canale in chiaro Sportitalia. L’Italia ha conquistato il titolo davanti a Francia, Spagna e Romania, regalando al pubblico due serate di spettacolo e adrenalina. “Siamo orgogliosi di aver portato nella Capitale una manifestazione di così alto livello”, ha commentato Montemurro. “Conquistare questo trofeo ha dato ulteriore slancio alla crescita del movimento e ha dimostrato che la nostra visione è concreta”.

Tra i protagonisti in campo, grandi nomi del calcio italiano come Antonio “Totò” Di Natale, Gaetano D’Agostino e Davide Moscardelli a testimonianza del valore tecnico e mediatico dell’evento.

Parallelamente all’attività agonistica, la Confederazione ha investito moltissimo nei settori giovanili e nei progetti sociali promuovendo tornei scolastici, campus ma soprattutto iniziative inclusive. Emblematica la giornata “Play for Humanity – Il calcio che unisce”, organizzata a Roma il 12 ottobre. Bambini, over 50 e persone con disabilità si sono ritrovati sullo stesso campo per celebrare i valori di amicizia e solidarietà. “Play for Humanity nasce per abbattere barriere e stereotipi, portando in campo la bellezza della diversità”, ha spiegato Montemurro. “È la dimostrazione che il calcio può davvero unire generazioni e culture differenti”.

Dopo la vittoria europea, ad agosto è arrivato il momento del Campionato del Mondo di Calcio a 7 in Brasile. La Nazionale azzurra, guidata da Daniele D’Orto, ha vissuto un percorso entusiasmante: tre vittorie nel girone, 5-0 all’Argentina nei quarti, trionfo sul Mozambico in semifinale e una finale combattutissima contro i padroni di casa. Il sogno si è infranto solo all’ultimo minuto, con il Brasile vincitore per 4-2. Ma per l’Italia è stato comunque un traguardo storico. “Siamo vicecampioni del mondo e questo risultato ci riempie d’orgoglio”, ha sottolineato Montemurro. “Dopo la Nations League, arrivare fino alla finale mondiale dimostra la forza e la serietà del nostro progetto. Il prossimo obiettivo? Portare il Mondiale in Italia”.

A chiudere un anno memorabile è arrivata, il 13 e 14 dicembre, la Confederation Cup, evento ufficiale che ha riunito a Roma le migliori squadre nazionali e di club. Sul fronte delle Nazionali, Italia, Macedonia, Serbia e Romania si sono sfidate in un torneo spettacolare con in campo campioni come Alessio Cerci, Davide Moscardelli e Gaetano D’Agostino. Per i club, invece, spazio a quattro storiche protagoniste del calcio italiano: Inter, Lazio, Roma e Treviso.

In meno di un anno, la Confederazione Calcistica Italiana ha dimostrato di saper coniugare tradizione e innovazione, portando il calcio in tutte le sue forme a un livello di visibilità e partecipazione senza precedenti. Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui è nata una nuova era per il calcio italiano: più inclusiva, più moderna, ma sempre fedele alla sua essenza più autentica: quella di un gioco capace di unire.

Link: Il Messaggero

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