Un nuovo modo di fare calcio che non è solo competizione ma educazione, solidarietà, inclusione, rispetto e crescita.
Con la Confederazione Calcistica Italiana stiamo lavorando ogni giorno per costruire un modello differente che ho avuto il piacere di illustrare nell’intervista andata in onda sul TG2.
Credo profondamente che sia da questi principi che bisogna ripartire per il futuro del calcio italiano: dalla capacità di formare prima le persone e poi i giocatori.
È una sfida culturale, prima ancora che sportiva! Una sfida che continui a perseguire e nella quale continuerò a credere