
Tre ragazzi italiani, 20, 18 e 18 anni — Fabio Chiarodia, Samuele Inácio e Luca Reggiani — titolari in una partita di Bundesliga tra Borussia Mönchengladbach e Borussia Dortmund. Non è solo una curiosità, è uno specchio abbastanza chiaro dello stato del nostro calcio. ![]()
In Italia si parla continuamente di giovani, di futuro, di valorizzazione. Ma quando arriva il momento di farli giocare davvero, si preferisce quasi sempre la soluzione più comoda: il giocatore già pronto, spesso straniero, che dà garanzie immediate. Il risultato è che i nostri talenti migliori finiscono per crescere altrove.
La Germania, che per anni non è stata una destinazione ambita per i calciatori italiani, oggi diventa invece un luogo dove questi ragazzi trovano spazio, fiducia e minuti veri. E questo dovrebbe far riflettere, perché il problema non è la mancanza di talento, ma la mancanza di coraggio.