IL VALORE ECONOMICO GENERATO DAL BETTING DEVE TORNARE AL CALCIO

Il talento c’è, il problema è chi non li fa giocare

IL VALORE ECONOMICO GENERATO DAL BETTING DEVE TORNARE AL CALCIO

Il calcio continua a essere uno dei più grandi patrimoni sportivi, sociali ed economici del nostro Paese. Nel 2025 la raccolta delle scommesse sportive ha raggiunto 22,8 miliardi di euro, di cui 16,1 miliardi legati al calcio.In molti Paesi europei una parte delle risorse generate dalle scommesse viene già reinvestita nello sport. In Francia, Portogallo, Grecia e in numerose altre realtà esistono meccanismi che destinano una quota delle entrate al sostegno delle federazioni, dello sport di base, degli impianti e dei settori giovanili.

Anche l’Italia dovrebbe aprire una riflessione seria su questa possibilità.

Destinare una piccola percentuale delle risorse generate dalle scommesse al sistema calcistico significherebbe investire nei vivai, nel calcio dilettantistico, nelle infrastrutture, nella formazione di tecnici e arbitri e nell’accessibilità allo sport per migliaia di bambini e ragazzi.

Non si tratterebbe di un privilegio, ma di restituire al calcio una parte del valore economico che esso stesso produce, trasformandolo in opportunità, crescita e sviluppo per tutto il movimento.

Il futuro del calcio italiano non si costruisce soltanto con i grandi acquisti o con i diritti televisivi. Si costruisce soprattutto nei campetti di periferia, nelle scuole calcio, nei vivai e nelle società che ogni giorno formano i campioni di domani.

Solo investendo con lungimiranza nelle fondamenta del nostro movimento potremo recuperare competitività internazionale e tornare a fare del calcio italiano un punto di riferimento.